Ict, linfa vitale per competere

Logistica

Se un tempo era considerato un lusso per pochi, oggi il magazzino automatico è una necessità di molti, imposta principalmente dalla concentrazione dei prodotti, dall’aumento esponenziale del numero di articoli a stock e dalla progressiva eliminazione di molti magazzini periferici. Chi si chiede quali criteri sia bene seguire per progettare un magazzino efficiente, flessibile e sicuro, dovrebbe affidarsi, prima di tutto, a tecnologie hardware e software che favoriscano un’automazione spinta della struttura e, in secondo luogo, a una, si spera spiccata, dote personale di ‘prevedere il futuro’. Perché se il magazzino, anche il più tecnologicamente avanzato, non è sufficientemente modulare e, una volta costruito, si rendono necessari successivi ampliamenti, si può incappare in un grande spreco di denaro e in lunghi tempi di fermo.
Con Domenico Netti, il presidente di Ailog, ci siamo soffermati a riflettere sul ruolo dell’Ict in questo ambito e sul grado di integrazione, raggiunto o ancora da raggiungere, tra gestione informatica dei magazzini e gestione informatica degli impianti di produzione, senza dimenticare il contesto più allargato della razionalizzazione dei trasporti e dell’ottimizzazione dei flussi delle merci lungo l’intera filiera logistica.

Su quali strumenti e strategie si può puntare per ottimizzare la catena logistica, riducendo i costi e ottenendo una maggiore efficienza dei flussi in/out?
In primo luogo è importante avviare processi atti a saturare i trasporti. I vari operatori, anche distanti tra loro, si devono organizzare per razionalizzare le loro attività, condividendo gli automezzi per bilanciare i conti e ridurre i costi. Si tratta di un processo complesso ma realizzabile che un team di manager, produttori e distributori, sta avviando nella ‘logistica collaborativa’ progettata da Ailog. Gli strumenti ci sono, ma è importante che vi sia la volontà di seguire questa filosofia. Nella stessa ottica di razionalizzazione va anche vista l’auspicabile aggregazione dei piccoli trasportatori che stanno avviando processi per raggiungere una massa critica che consenta loro di competere con i grandi trasportatori francesi e tedeschi che da tempo operano in Italia. Un altro progetto in avanzata fase di realizzazione consiste nella certificazione delle consegne: seguendo passo dopo passo le merci in tutti i segmenti della filiera logistica si evitano notevoli dispersioni di tempo e di denaro.

Quale grado d’integrazione si è raggiunto tra la gestione informatica del magazzino e la gestione informatica degli impianti di produzione (controllo e pianificazione)?

Oggi, grazie alle tecnologie, possiamo dire che l’integrazione tra produzione, magazzino e spedizione è pressoché totale. In particolare, il magazzino è una delle componenti chiave della filiera logistica e un elevato livello di integrazione con i passaggi ‘a monte’ e ‘a valle’ porta un considerevole recupero di efficienza e costi; vi sono casi in cui i tempi di sosta sono ridotti praticamente a zero, trasformando di fatto i moderni magazzini in piattaforme logistiche di smistamento e gestione della distribuzione. L’integrazione tra produzione e magazzino è oggi un obiettivo perseguito anche nei casi in cui le imprese, per incrementare la loro redditività, riducono il campo di attività per produrre solo la parte della catena del valore che corrisponde al loro know-how. Le moderne tecnologie di comunicazione e condivisione delle informazioni avvicinano virtualmente i reparti di produzione e i magazzini anche quando questi ultimi sono allocati in regioni diverse dagli stabilimenti di produzione. In sintesi, i vincoli della distanza e del tempo sono problemi superati a vantaggio dell’efficienza che deriva dalla specializzazione delle funzioni logistiche.

In che modo la diffusione dei magazzini automatizzati sta modificando l'attuale concetto di logistica e, in particolare, i flussi di accettazione e spedizione materiali e i rapporti tra operatori della filiera produttiva e distributiva?

L’opzione dell’automazione del magazzino è ormai inderogabile per molti motivi: la tendenza alla centralizzazione dei magazzini (con conseguente aumento delle dimensioni e l’eliminazione dei piccoli depositi periferici), la specializzazione delle strutture dal punto di vista merceologico, l’aumento dei volumi, del numero di ordini e soprattutto delle referenze che le aziende presentano sul mercato; e anche la rigidità del magazzino automatico non è più un problema insormontabile, in quanto nel momento in cui si progetta un magazzino è possibile prevedere l’evoluzione del mercato: oggi la tecnologia mette a nostra disposizione soluzioni che rendono possibile l’aumento dei volumi immagazzinati e la capacità operativa delle strutture con tempi e costi relativamente contenuti. Per fare un ordine di grandezza, possiamo dire che i magazzini più recenti arrivano a contenere circa 150mila posti pallet, in confronto ai 10mila di un magazzino che solo 10 anni fa era considerato all’avanguardia. Per gestire in efficienza strutture di queste dimensioni sono essenziali strumentazioni elettroniche e software avanzati per gestire le attività complesse del ciclo ordine-consegna.

Quale ruolo avrà nei prossimi anni l’Ict nella gestione del magazzino e nella sua integrazione con la pianificazione della produzione?

L’Ict è essenziale in un settore in cui l’efficienza è fondamentale per sopravvivere e per competere. In Italia, dove il tessuto industriale è polverizzato in una misura unica al mondo e i costi sono alti per definizione, la tensione al risparmio è fondamentale. L’informatica offre strumenti di straordinaria efficacia, da quelli finalizzati alla cosiddetta dematerializzazione dei documenti di viaggio (scambio telematico dei documenti, validità probatoria della firma elettronica, stipula in remoto di contratti in tempo reale) a quelli volti a consentire a tutti gli attori della supply chain un accesso univoco e condiviso alla filiera: un ambiente aperto a tutti (naturalmente salvaguardando la riservatezza), gestito da un software semplice e non invasivo che consente ad operatori e utilizzatori di esercitare i controlli della merce in transito.

Ha senso parlare di Logistica 2.0? E con quale accezione?

Se per 2.0 intendiamo uno spiccato livello di interazione tra le varie componenti della filiera, la logistica moderna rientra pienamente nella definizione: le tecnologie e l’impostazione stessa della supply chain consentono e prevedono il continuo collegamento informatico e operativo tra i vari attori: produttori, trasportatori, distributori, clienti finali.
Logistica e sostenibilità: quali scenari nei prossimi anni?
Il tema della sostenibilità ambientale, per quanto riguarda la logistica, è sviluppato soprattutto in relazione ai trasporti (ossia la componente della supply chain a maggiore impatto ambientale). Gruppi di lavoro Ailog stanno sviluppando con le competenti autorità italiane due progetti, il primo dei quali è finalizzato a creare un sistema di sincronizzazione che porti puntando alla riduzione del numero dei veicoli sulle strade, mentre il secondo è lo studio dei camion Ems 25-25, ossia veicoli commerciali di dimensioni maggiori rispetto a quelli attualmente in circolazione, destinati a circolare solo su determinati percorsi, opportunamente attrezzati. Con i sistemi Ems 25-25, già utilizzati in alcuni paesi europei, oltre a diminuire i costi di trasporto del 25% è possibile ridurre la congestione stradale e l’inquinamento fino al 30%.

Pubblica i tuoi commenti