IoT, Solair stringe una nuova partnership con Seco

Internet of Things

Solair ha stretto una nuova partnership
con Seco, una delle aziende di
riferimento a livello mondiale nel segmento dell’elettronica embedded.


In questo ambito le
soluzioni proposte molto spesso rispondono a rigidi standard realizzativi. Seco
ha scelto di differenziarsi dai concorrenti offrendo ai propri clienti soluzioni che, pur
rimanendo nell’ambito dei prodotti standard, sono in grado di integrarsi
perfettamente ai loro prodotti finali e di evolversi anche sulla base
dello sviluppo di questi ultimi.

Aperta ai possibili cambiamenti nelle esigenze dei clienti è anche la piattaforma cloud Solair,  che consente
di creare applicazioni as a Service senza scrivere codice, fornendo
‘intelligenza’ sia ai dati strutturati che non strutturati.

L’obiettivo della collaborazione
tra le due aziende è offrire una soluzione per l’IoT completa e subito
applicabile ai più disparati contesti.


"Affidarsi a un'azienda come Seco significa poter contare su un partner che ha costruito il proprio vantaggio competitivo scegliendo di controllare l'intero processo di realizzazione delle sue soluzioni embedded, dalla creazione del concept alla progettazione, fino all'ingegnerizzazione e al collaudo", ha detto Tom Davis, Ceo di Solair. "Grazie alla flessibilità della nostra piattaforma possiamo realmente
lavorare a quattro mani per creare soluzioni personalizzate per le esigenze del
cliente o proporre a uno sviluppatore una soluzione hardware e software su cui
dare vita alle proprie idee facilmente e velocemente"
.

La forza
della partnership Solair-Seco",
conferma
Gianluca Venere, Sales Director di Seco, "
sta nella chiusura di un cerchio, che dalla flessibilità delle soluzioni
hardware di Seco passa attraverso la versatilità del modello Software as a
Service e dell'esclusiva tecnologia Solair. L’obiettivo della partnership è arrivare
a proporre al cliente, proprio in virtù di tale complementarietà operativa e
d’intenti, la soluzione cloud che meglio si sposa con l’esigenza di comunicare
in modo semplice e mirato con le Things del suo business. Questo permetterà di
arrivare a trasformare i dati raccolti non in semplice informazione, ma in vera
e propria knowledge orientata all’ottimizzazione dei processi aziendali e in
modelli predittivi smart e agevolmente interpretabili e gestibili dall’utente
stesso”.

 

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