Nell’Industria 4.0 la strategia di cyber security diventa centrale

I’impressionante numero di cyber attacchi avvenuti nel 2016 in Europa, oltre 4000 al giorno, i crescenti investimenti in sicurezza da parte delle imprese, 1.224 milioni di Euro e l’aumento delle certificazioni Iso (+ 20%) per i sistemi di sicurezza pongono la cyber security al centro della trasformazione digitale in atto nelle imprese.

“Anche in Italia il fenomeno ha fatto registrare conseguenze sempre più pesanti a danno delle imprese: servono circa 50 giorni per rimediare a eventuali violazioni cyber”. È quanto ha dichiarato Alessandro Spada, vicepresidente vicario di Assolombarda, in occasione della prima tappa del road show “Cyber Security. L’evoluzione della sicurezza nell’ecosistema 4.0”, evento promosso da Nòva 24 in collaborazione con il Cini e Assolombarda per approfondire il tema della sicurezza informatica attraverso un confronto tra università e istituzioni, mondo delle aziende e associazioni di categoria. Ibm e Tim i partner tecnologici.

I cyber attacchi saranno sempre più frequenti non solo su dati e brevetti, ma sempre di più sui macchinari,oggi più vulnerabili perché interconnessi grazie all’Industrial IoT e agli smart device. I danni per un’azienda possono essere enormi. Si può bloccare un’intera linea di produzione o modificare la programmazione di un robot industriale per creare alterazioni a un lotto di prodotti. Per questo “servono misure strutturali per le imprese e una strategia diffusa a tutte le funzioni aziendali per combattere il rischio cyber” ha affermato Spada.

Il tema della sensibilizzazione e della formazione del personale sulla cyber security è una delle priorità delle imprese  4.0. “Abbiamo puntato fin dall’inizio del nostro percorso di digitalizzazione sul coinvolgimento, formazione e sensibilizzazione del personale sul tema della sicurezza, perché le persone sono la prima linea di difesa dell’azienda” ha commentato Ivan Basso, Ict manager di Fluid-o-tech.

Per aiutare le imprese ad affrontare e a gestire la cyber security, Assolombarda ha recentemente lanciato il toolkit “Cyber Security Check”, disponibile online e aperto a tutte le imprese, che consente di ottenere un quadro sul livello di rischio della propria azienda individuando gli aspetti strategici per mettere in sicurezza i propri sistemi. “Industria 4.0 rende necessaria un’analisi dell’affidabilità dei sistemi aziendali e una maggiore diffusione della cultura della sicurezza informatica tra le imprese – ha sottolineato Alvise Biffi, coordinatore dell’Advisory Board Cyber Security di Assolombarda e vicepresidente della Piccola Industria di Confindustria e Assolombarda” .

E se le grandi imprese hanno già avviato piani strategici per la sicurezza, le Pmi non possono stare a guardare poiché è indispensabile che ogni anello della filiera si attivi con sistemi e strategie di protezione. “Le piccole e medie imprese devono fare un salto culturale – ha affermato Roberto Baldoni, La Sapienza  e direttore Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del Cini  – e iniziare a considerare come primario il rischio cyber”.

Un supporto per le Pmi è fornito dal Framework Nazionale sulla Cybersecurity, scaricabile gratuitamente, un documento di riferimento che a livello di sistema fornisce anche un linguaggio comune ai numerosi soggetti di una filiera industriale coinvolti in un piano strategico di cyber security.

E le competenze? "Seconde stime dell'Unione Europea - ha dichiarato Biffi - l'Italia avrà bisogno di 10.000 professionisti di cyber security l'anno fino al 2023, di cui 2000 specialisti ". Attualmente dalle principali Università italiane si specializzano alcune decine di studenti l'anno.

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