Oltre 40 fallimenti al giorno

Ancora segnali negativi dall'economica reale che, nel primo semestre di quest'anno, ha registrato la chiusura di 8mila aziende, con la perdita di 555mila posti di lavoro. Sono questi i desolanti numeri forniti da Cerved, che corrispondono a oltre 40 fallimenti al giorno. Un dato ulteriormente aggravato dal fatto che, rispetto allo stesso periodo del 2013, la crescita dei fallimenti è stata del 10,5%, facendo registrare il dato peggiore rispetto al 2001, anno in cui è iniziata questa rilevazione. Un'emorragia di aziende che colpisce tutto il Paese, anche se risulta più contenuta nel Nord-Est, dove l'incremento dei fallimenti è stato del 5,5%, mentre nel Mezzogiorno sono state toccate punte del +14%.
Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved, ha sottolineato come la situazione sia destinata a perdurare: "Stiamo vivendo una fase molto delicata per il sistema delle piccole e medie imprese italiane: la nuova recessione sta spingendo fuori dal mercato anche aziende che avevano superato con successo la prima fase della crisi e che stanno pagando il conto sia al credit crunch sia a una domanda da troppo tempo stagnante".
É però necessario sottolineare come i recenti correttivi legislativi abbiano contribuito a far aumentare i fallimenti a scapito di altri strumenti. Nel primo semestre si sono infatti dimezzati i concordati in bianco, così come sono diminuiti del 12% i concordati comprensivi di piano.
L'unico segnale davvero positivo arriva dalle liquidazioni di società che, dopo anni di crescita, sono in calo del 10,3%. è questo un fenomeno che riguarda tutte le tipologie di società. In particolare, però, la contrazione più significativa si è registrata tra le aziende dell'industria (-18,8%) e dei servizi (-13,9%), anche se si confermano il settore con il maggior numero di procedure aperte: oltre 10mila.

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