Packaging alimentare e sostenibilità, quali soluzioni?

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Ognuno di noi butta in discarica, ogni anno, 30 kg di plastica. Si tratta, spesso, di flaconi da smaltire con costi economici e sociali che gravano su tutti. Una crescente sensibilità ambientale e la necessità di ottimizzare i bilanci familiari stanno però sollecitando acquisti più consapevoli, soprattutto in ambito alimentare.
Il trend non poteva sfuggire ai costruttori di macchine per il packaging che lo scorso dicembre, in occasione del Forum Food & Made in Italy a Milano, si sono confrontati proprio sulla necessità di realizzare confezioni sempre più rispettose dell'ambiente.

In particolare, nel corso della tavola rotonda 'Dallo stabilimento alla tavola per una filiera virtuosa: scelte vincenti per stare bene', Riccardo Cavanna, vice presidente di Ucima, ha sottolineato che “fatalmente, quando si pensa al concetto di sostenibilità ambientale si tende spesso a considerare la dimensione materiale del problema del packaging: impiego di materiali ecocompatibili che consentano di entrare nella filiera del riciclo, riduzione del sovraincarto. Omettendo però nel dibattito che l'imballaggio per alimenti si trova in realtà al centro di un intreccio particolarmente complesso: da un lato la necessaria riduzione dell'impatto ambientale, ma dall'altro la conservazione del prodotto e della sua sicurezza, nonché la contestuale esigenza di contenerne i costi di produzione. Ad oggi, il vero contributo del packaging alla sostenibilità ambientale non sta solo nell'impiego di materiali eco compatibili, che pure esistono, ma i cui costi di processo sono ancora troppo elevati, quanto nella riduzione degli sprechi”.

Gli imballaggi, del resto, conservando i prodotti, ne prevengono la deperibilità, ne aumentano la vita media, ne riducono gli scarti salvaguardando in questo modo l'ambiente da un inutile aumento di produzione di beni e di rifiuti. Dal dibattito emerge così che è l'imballaggio in sé l'elemento chiave che, congiuntamente al costante sforzo delle tecnologie per pensarlo e produrlo, rappresenta la strada virtuosa verso la sostenibilità.

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