Produzione snella per l’alluminio

Lean Production

Incrementare la produzione di un determinato tipo di prodotto è un buon segno, significa che si è chiamati a rispondere a una domanda in aumento. Affinché l'ampliamento della produzione sia fruttuoso, occorre però organizzare un processo efficiente e azzerare gli sprechi, senza dimenticare di mantenere elevata la qualità del servizio al cliente. Metra l'ha fatto. Con l'aiuto di Porsche Consulting, la controllata di Porsche specializzata nell´ottimizzazione dei processi, il costruttore bresciano di profilati in alluminio ha avviato un progetto di razionalizzazione basato sul Lean Management, per affrontare l'aumento di produzione dei profilati di grandi dimensioni.

Barre lunghe, un mercato in crescita

Come afferma Massimo Bertoletti, direttore di Metra Componenti: “Dalle nostre analisi di mercato abbiamo costatato che, accanto a un'offerta molto vasta di lavorazioni su componenti o su barre a lunghezza commerciale, non vi è un'offerta altrettanto ampia nel campo dei profilati di grandi dimensioni; abbiamo quindi indirizzato la nostra produzione verso questo ambito, confidando nel fatto che la domanda di lavorazioni meccaniche su componenti strutturali in barre lunghe è in crescita”.
Sul perché Metra si sia rivolta proprio a Porsche Consulting è ancora Bertoletti a rispondere: “Abbiamo intravisto, nell'organizzazione e nella metodologia di lavoro proposta da Porsche un'opportunità per gestire un processo complesso come quello delle barre lunghe”.
Un team di specialisti di Metra e Metra Componenti, coordinato dai consulenti di Porsche Consulting, ha quindi analizzato, ridisegnato e implementato nuovi processi con l'obiettivo di migliorare il livello di servizio al cliente e l'efficienza della produzione, mantenendo elevati gli standard di qualità del prodotto.
“I due obiettivi principali dell'intervento in Metra sono stati da una parte garantire il livello di servizio, inteso come puntualità di consegna, per rispondere alle elevate richieste del cliente finale, e dall´altra permettere una produzione efficiente e una salita produttiva dei profilati lunghi molto stabile”, dice Jacopo Piccolo Brunelli, project manager di Porsche Consulting. “I target sono stati raggiunti sincronizzando le varie fasi del processo produttivo e allineandole alla domanda del cliente finale, realizzando un sistema produttivo flessibile e snello”.
Avviato nel luglio del 2009, il progetto è stato perfezionato nel settembre successivo, ma la sua implementazione è tuttora in corso: il team di lavoro coinvolto nell'iniziativa, ossia le principali funzioni aziendali in Metra, sta ancora trasmettendo, quotidianamente, a tutto il personale, le linee guida da seguire.

Gestire produzione e domanda

Dopo avere affrontato alcune difficoltà iniziali che, come dice Brunelli, sono quelle “caratteristiche delle produzioni in fase di avviamento”, il progetto è partito con una prima fase di analisi e raccolta dati, necessaria per documentare lo stato di fatto.
“In particolare”, prosegue Brunelli, “l'assenza di dati quantitativi riguardo al processo di lavorazione dei profilati, come per esempio tempi di lavorazione e di cambio attrezzi, ha portato a formulare delle ipotesi, poi validate a seguito delle verifiche sul campo; inoltre, l'instabilità del processo produttivo, ancora giovane, ha richiesto molta attenzione e costanza nella risoluzione di problemi e criticità”.
È stato così elaborato e implementato un concetto generale di gestione della produzione per la commessa basato sul principio 'Pull', che consiste nel produrre esclusivamente la quantità di prodotti strettamente necessaria per alimentare la fase a valle e legare la produzione direttamente ai consumi da parte del cliente finale.
Il collegamento tra Metra Componenti e i clienti avviene tramite la creazione di un supermercato basato sul metodo 'Kanban' e, allo stesso modo, è stato previsto un supermercato di estrusi per collegare Metra a Metra Componenti.
“Abbiamo basato il nostro processo produttivo sulla metodologia Lean, con l'introduzione di un supermercato delle barre lavorate, i nostri prodotti finiti; la logica essenziale del supermercato è rappresentata dalla gestione dei lotti di ciascun prodotto finito, calcolata in base alla effettiva domanda del cliente”, precisa Bertoletti.
In questo modo l'azienda può controllare il numero di pezzi prodotti e accelerare il tempo di consegna di nuovi prodotti finiti, qualora il cliente li abbia revisionati. “Il controllo dei pezzi prodotti riduce il numero di quelli a magazzino, diminuendo il capitale circolante e i costi di gestione indotti”, aggiunge Bertoletti. “La rapidità nella consegna di nuovi prodotti revisionati, invece, è una prerogativa molto apprezzata dal cliente, poiché è libero dal vincolo di ritirare un elevato numero di pezzi per lui ormai superati”.
L'ordine di produrre è dato al processo a valle solo quando il livello di scorte nel supermercato scende sotto il punto di riordino, evitando così di produrre in più rispetto alle richieste del cliente. Inoltre sono stati razionalizzati il layout delle macchine, così come i flussi di materiale all'interno del capannone, riducendo le movimentazioni dei pezzi e gli sprechi logistici.
In un terzo momento è partita una fase di training con simulazioni in fabbrica per consentire ai partecipanti di assimilare i principi della produzione e logistica snella.
In seguito sono state avviate nuove procedure di lavoro standardizzate e sono stati stabilizzati tutti i processi in Metra Componenti, introducendo il concetto di shop floor management, ossia la descrizione delle singole attività che le varie funzioni di produzione devono completare su base ciclica (ad esempio quotidiana o settimanale) su cartellini colorati e l'inserimento di questi cartellini su un tabellone ben visibile in officina. I cartellini sono girati dopo il completamento dell'attività da parte della persona responsabile. Questo metodo permette di ottenere la trasparenza necessaria per gestire le attività produttive. Si è sviluppato inoltre un programma di qualificazione degli operatori e un dettagliato piano d'industrializzazione per garantire il rispetto della salita produttiva prevista per la commessa.

Costi e benefici del progetto

Essenza del progetto Porsche Consulting-Metra è stata, a detta degli interessati, la capacità di cambiare visione del processo senza ricorrere a una dispendiosa modernizzazione delle strutture. Come sostiene Bertoletti, quando gli chiediamo quali sono stati i costi di una simile iniziativa: “Quantificare esattamente il costo di tale operazione è difficile, perché non è facile valutare l'implementazione della struttura organizzativa; oltre al puro costo della consulenza Porsche, bisogna tener conto del tempo dedicato dai nostri operatori alla lunga fase di apprendimento”. Allo stesso modo, le principali difficoltà incontrate nell'implementare il progetto non sono state di natura tecnica, quanto legate “allo scetticismo del personale inizialmente poco incline al cambiamento”.
I risultati, invece, sono riscontrabili da diversi punti di vista. “Per cominciare”, dice ancora Bertoletti, “abbiamo tratto benefici in termini di housekeeping, nel senso che l'ordine e la pulizia delle postazioni di lavoro, degli utensili e delle attrezzature necessari alle lavorazioni automatiche e manuali, sono migliorati notevolmente”. Duplice il vantaggio innescato da questo miglioramento: gli operatori, migliorando le proprie condizioni di lavoro, hanno ridotto sensibilmente gli errori nell'esecuzione di lavorazioni manuali e i clienti sono più soddisfatti, perché percepiscono che i prodotti sono trattati in modo appropriato.
Un altro risultato ottenuto riguarda le giacenze in Metra Componenti di prodotti grezzi da lavorare e prodotti finiti. “Lo stock si è ridotto di circa l'80% rispetto alla prima metà del 2009, mentre il lavoro in lean e le performance raggiunte dai nostri macchinari hanno consentito di ottenere un livello di puntualità nella consegna pari al 100% nei tre progetti principali riferiti alle barre lunghe”.
Sulla buona riuscita del progetto esprime la propria opinione, in chiusura, anche Brunelli: “Come spesso accade in questo tipo di progetti, i fattori di successo critici sono la determinazione del management nel perseguire il cambiamento e il coinvolgimento di risorse qualificate dedicate al progetto; questi due elementi, uniti a una comunicazione chiara all'interno dell'azienda e a moduli di formazione sui principi applicati per le persone coinvolte hanno contribuito in maniera essenziale al successo del progetto”.

Alluminio per l'ecosostenibilità

Il progetto di collaborazione Metra-Porsche Consulting è stato illustrato in occasione del workshop 'Le leghe leggere nell'industria dei trasporti ferroviari', organizzato da Metra lo scorso maggio. Nonostante siano trascorsi mesi dall'evento, la rilevanza del suo contenuto lo fa annoverare tra le iniziative principali promosse dall'azienda bresciana nel corso dell'anno. Il workshop ha visto, infatti, la presentazione al pubblico di una prima ricerca sull'incidenza dell'alluminio nell'ecosostenibilità del settore ferroviario. In particolare, Alberto Pomari, direttore commerciale di Metra Industria, nella sua relazione 'Alluminio: materiale sostenibile per il settore ferroviario', ha voluto divulgare alcuni dati dello studio condotto sulle potenzialità ecologiche dell'alluminio per un settore strategico in Europa. Interessante il passaggio che riguarda i treni italiani: “In Italia il parco ferroviario ha un'età media superiore ai 35 anni e risulta quindi poco performante in termini di consumi energetici, in quanto le fonti principali di approvvigionamento sono gas, carbone e petrolio e solo l'11% dell'energia deriva da fonti rinnovabili”. I treni italiani sono quindi pesanti e urge costruire treni moderni più leggeri. “Si consideri”, ha precisato Pomari, “che a una riduzione di peso di 100 kg, calcolata sul ciclo medio di vita (30 anni) dei treni, si possono risparmiare per i convogli passeggeri 150 GJ di energia e 8,5 tonnellate di CO2 e per i vagoni merci 130 GJ di energia e 8,3 tonnellate di CO2”.
Solo in Italia, il risparmio energetico ottenibile, alla fine del ciclo di vita dei treni passeggeri e merci, sarebbe, sempre secondo lo studio illustrato da Metra, di 3,2 project manager di Porsche Consulting miliardi di euro, mentre il risparmio finale complessivo derivante dalla riduzione di CO2 emessa nell'aria, di circa 8,3 milioni di tonnellate per i treni realizzati in metallo primario e di 8,5 tonnellate per quelli in metallo riciclato.

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