Tra le sfide che oggi deve affrontare il manifatturiero industriale, c’è sicuramente l’enorme mole di dati a disposizione, dalle quali ricavare informazioni di valore, in modo sicuro.

Ma come attuare questa trasformazione? Il primo passo è senz’altro quello di dotare macchine, impianti, lavoratori, materiali e prodotti finiti di sensori che li identifichino e ne rilevino posizione, stato, attività. I dati così raccolti vengono poi analizzati per migliorare la capacità produttiva, l’efficienza, la sicurezza e la continuità operativa.

Smart Manufacturing: le tecnologie abilitanti

Occorre però conoscere tutte le sfumature dello Smart Manufacturing, a partire dalle tecnologie abilitanti tipiche di questo paradigma: Industrial Internet of Things (o Cyber-Physical system, il CPS), Industrial Analytics e Cloud Manufacturing, soluzioni di stampa 3D, ad esempio per pezzi di ricambio o prototipazione veloce (Additive Manufacturing), soluzioni di interfaccia uomo-macchina (Advanced Hmi), soluzioni di robotica (Advanced Automation).

La Fabbrica 4.0 - per intenderci quella descritta nel modello di Roland Berger contenuto nel documento scaricabile - non prevede più solo la tradizionale integrazione verticale (gerarchica) delle informazioni, ma anche lo scambio informativo diretto tra le risorse dello stesso livello gerarchico.

Le informazioni sul processo fisico, rilevate dai sensori, possono infatti essere utilizzate per decisioni che coinvolgono risorse sia di produzione che di manutenzione che di logistica, orizzontalmente relazionate a quel determinato processo fisico.

Smart Manufacturing

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La comunicazione richiede in ogni caso interoperabilità, e cioè che i dati rilevati dai sensori siano aperti e che si passi da una modalità tradizionale di accesso al dato, mediata dalla trascrizione su database, all’interrogazione diretta del sensore o alla modalità in cui qualunque sistema interessato può ricevere dati attraverso una semplice sottoscrizione.

IIoT, Smart Machine, Smart Manufacturing: a che punto siamo?

Secondo le previsioni, il mercato globale dello Smart Manufacturing raggiungerà i circa 270 milioni entro la fine del 2024, con una crescita pari a +8,4%. In Italia, secondo quanto reso noto nel corso del 2019 dall’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano, il mercato dei progetti di Industria 4.0 realizzati da imprese con una sede operativa in Italia ha raggiunto un valore di 3,2 miliardi di euro (dato 2018).

Le tecnologie più diffuse sono quelle dell’ambito IT e, in particolare, l’Industrial IoT: con un valore di 1,9 miliardi di euro questo comparto, che registra la crescita più marcata, rappresenta il 60% del mercato.

L'adozione in Italia

Sono state censite in media quattro applicazioni 4.0 per azienda, distribuite in tre ambiti di processo: nel 42% produzione, logistica, manutenzione, qualità, sicurezza e rispetto delle norme, nel 33% dei casi si tratta di gestione del ciclo di vita e gestione dei fornitori e, infine, il 25% dei casi riguarda, infine, la pianificazione dei flussi fisici e finanziari.

Quali sono i principali benefici ottenuti e le barriere di adozione incontrate sinora dalle aziende?

Scoprilo in questo documento
riassumiamo una serie di casi reali che hanno coinvolto aziende italiane negli ultimi tre anni, con l’indicazione della dimensione dell’azienda, del settore industriale di appartenenza e dell’iniziativa in ambito Industria 4.0 adottata o in via di adozione.

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