Piattaforma elevatrice industriale: modelli e caratteristiche

La piattaforma elevatrice è un macchinario azionato idraulicamente, utile per gestire il sollevamento di merci o persone.

Alternativa valida al ponteggio tradizionale, la piattaforma elevatrice viene impiegata comunemente in due contesti lavorativi: nei cantieri edili e nei grandi magazzini logistici.

Un’apparecchiatura da sollevamento verticale che, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, permette a lavoratori e merci di raggiungere altezze sorprendenti. La piattaforma elevatrice, per essere usata spesso nei cantieri, è anche denominata “ponteggio mobile”.

Proprietà e funzionamento della piattaforma elevatrice

Una piattaforma elevatrice standard è costituita da un pianale superiore, da un pianale inferiore e da un sistema generalmente a pantografo, azionato da uno o più cilindri. Regolato da una centralina oleodinamica, ogni cilindro possiede due valvole di sicurezza.

Una valvola viene adoperata per consentire, in caso di rottura della tubazione, la discesa della piattaforma a velocità controllata; l’altra valvola serve invece per garantire il posizionamento al piano, evitando al tempo stesso il trafilamento di olio.

In una piattaforma elevatrice con centralina interna, l’impianto oleodinamico sarà collegato alla centralina interna. In presenza invece di una piattaforma a centralina esterna, l’impianto oleodinamico termina in un bocchettone (situato sul pianale inferiore).

La piattaforma elevatrice, a seconda delle più varie necessità, può essere di varie dimensioni. È generalmente monocolonna se di dimensione contenute e a doppia colonna se lunga almeno 25 metri (in grado di raggiungere in questo caso i 100 m di altezza).

Le tre tipologie di piattaforma elevatrice

Ci sono due tipologie di piattaforme elevatrici tendenzialmente utilizzate dalle imprese: le piattaforme di lavoro autosollevanti e le piattaforme di lavoro mobili elevabili.

  • La piattaforma di lavoro mobile elevabile è, come dice il nome, mobile: significa che non necessita di un’installazione fissa. Rispetto ai tipici ascensori fissi da cantiere, non offre la possibilità di far salire e scendere persone e cose dalla navicella in corrispondenza di piani definiti. Questo tipo di piattaforma è progettata per eseguire un dato numero di cicli di lavoro, con apposito contatore che dev’essere monitorato ai fini di manutenzione e revisione. Esistono diversi modelli di piattaforme mobili elevabili, con caratteristiche anche molto differenti tra loro, progettati in modo specifico per svariati ambienti di lavoro (ad esempio i modelli con braccio articolato che possono movimentare il cestello sia verticalmente che lateralmente).
  • Le piattaforme con sollevatore a pantografo hanno movimentazione verticale e sono utilizzata principalmente nel settore della logistica di magazzino (grandi magazzini e depositi industriali) per operazioni di movimentazione, carico e scarico. Grazie alla maggior stabilità e alla facilità di controllo, i sistemi con sollevatore a pantografo rappresentano in detti contesti una alternativa ottimale a gru, paranchi e carrelli elevatori standard.
  • Altra tipologia è la piattaforma di lavoro autosollevante (“PLAC”), in genere usata per realizzare facciate o coperture, anche se collocate ad una notevole altezza. Ideale contro il rischio di cadute dall’alto di materiali e utensili, è una piattaforma spesso apprezzata anche per la velocità di montaggio.

 

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