Trasformazione digitale dell’industria: servono più manager 4.0

Mentre l’Industria 5.0 è già oggetto di discussione, l’Industria 4.0 - fondata su un’evoluzione tecnologica caratterizzata dalla progressiva integrazione tra manifattura tradizionale prodotta dagli impianti industriali e processi di automazione digitale e on-line - deve fare i conti con una carenza di manager 4.0 in grado di rispondere appieno alle specifiche esigenze imposte dal processo di trasformazione in atto. A dirlo è l'organizzazione Aldai-Federmanager.

Sul fronte del digitale e dell'imprenditorialità l’Italia rischia di trovarsi nell’arco di pochi anni in una sostanziale fase di stallo: per evitare questo pericolo è necessario attivarsi in maniera sistematica per garantire formazione di professionalità che abbina le cosiddette "digital skill", senza dimenticare, aspetto importante, la nostra realtà economica produttiva caratterizzata in particolare da Piccole e Medie Imprese.

Aldai-Federmanager punta i riflettori sull’importanza di assicurare ai manager tutti gli strumenti utili a mantenere le competenze che vengono loro universalmente riconosciute: la concretezza esecutiva, il pensiero prospettico e la capacità di risolvere i problemi. "Per gestire la rivoluzione del digitale, c’è bisogno di una vera grande cabina di regia che sappia mettere insieme tutti gli attori e al cui tavolo siano presenti anche i manager", spiega Bruno Villani, vice presidente Aldai-Federmanager. "Nella cabina di regia del Piano Nazionale Industria 4.0 i manager che sono i veri portatori e attuatori del cambiamento non ci sono. L’obiettivo è mettere in sinergia le persone e le risorse disponibili, fare sistema, mettendo a disposizione del Paese tutte le diverse competenze disponibili partendo anche da un’analisi 4.0 che individui, anche a livello internazionale, le best practice da diffondere".

Già fin dall’ultimo World Economic Forum di Davos è emerso che il cambiamento epocale dettato dall’Industria 4.0 porterà il 65% dei bambini oggi alle elementari a fare lavori che attualmente non esistono: per questo è indispensabile prevedere investimenti massicci in formazione e informazione. Aldai-Federmanager sta andando in questa direzione con la formalizzazione tra gli altri di accordi con autorevoli Business School e Università, per assicurare ai propri associati un accesso preferenziale a formazione e informazione strategicamente distintiva e ponendo la massima attenzione al tema anche in ottica di "dinamizzazione" della materia.

"Nell’Unione Europea l’Italia continua a mantenere la seconda posizione per peso nel manifatturiero, con in testa la Germania: i dirigenti d’industria sono disponibili e si propongono per interagire con le Istituzioni e con tutti gli attori interessati in ottica propositiva per promuovere e attuare processi di modernizzazione e di sviluppo del Paese", aggiunge Villani.

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