Anima, meccanica stabile grazie all’export

analisi


La recessione, che già da tempo sta attanagliando le economie e la crisi dei debiti sovrani dell'eurozona, si ripercuote anche sulle aziende della meccanica, che contano ancora su un export in recupero nel 2011, seppure in sordina rispetto all'export tedesco. L'indagine del secondo trimestre 2011, svolta dall'Ufficio Studi di Anima su un panel di circa 400 aziende, indica una sostanziale stabilità.
Il fatturato risulta per il 42% del campione invariato rispetto al periodo precedente, il 40% lo considera migliorato e solo il 18% lo ritiene peggiorato. “Un dato confortante è che le cancellazioni di ordini non sono state elevate, che le richieste di stand-by sono altrettanto limitate e rappresentano un'indicazione importante dell'attesa normalizzazione della situazione che il sistema Paese Italia sta vivendo nelle ultime settimane", dichiara Sandro Bonomi, Presidente Anima.
"In questo difficile scenario la meccanica appare ancora in tenuta grazie all'export, che continua a premiare qualità, know-how e produzioni della manifattura italiana. A preoccupare è ancora il mercato interno dove gli ordini stentano ad arrivare. Un grande volano per investimenti e occupazione", commenta dal Festival dell'acqua di Genova il Presidente Bonomi, "è il sistema idrico italiano che, secondo le anticipazioni del Blue Book 2011, necessita di 66,2 miliardi di euro di investimenti per adeguarsi agli standard europei ed evitare sanzioni comunitarie, ma i fondi disponibili sono pari solo al 10% del totale. Sbloccare questo mercato significa dare un impulso all'economia, un miglior servizio ai cittadini e lavoro per tante famiglie italiane”.
Gli investimenti sono stabili per il 77% del campione, in calo per il 5% mentre il restante 18% ritiene che siano in aumento. I livelli occupazionali costituiscono l'aspetto più preoccupante di tutto lo scenario: aumenta la percentuale degli intervistati che indica la stabilità a scapito di un aumento e stabilità in questo senso fa pensare a stagnazione. Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente le percentuali sono invariate, con una leggera accentuazione del trend negativo: il 41% delle aziende indica un miglioramento, il 32% la stabilità, il 27% un peggioramento. Le commesse subiscono una leggera contrazione, ma il carnet di ordini espresso in numero di mesi con lavoro assicurato si attesta a 2,40.

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