Anima, ripartire da sette punti

Mercato
Il 21 ottobre l'Assemblea Generale di Anima ha visto, durante la parte pubblica, la presentazione dei 7 punti di Anima per la crescita, commentati da Sandro Bonomi, presidente dell'associazione, alla presenza di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison e Simona Vicari, sottosegretario Ministero dello Sviluppo Economico.
“La crisi sta impoverendo il settore manifatturiero che non può più
contare sul mercato interno", ha esordito Sandro Bonomi. "Della Legge di Stabilità riconosco il buon il metodo ma confermo che
ora abbiamo bisogno di riempire questa piattaforma di contenuti di
immediata applicazione e di investimenti più consistenti”.

Nel 2012 il settore rappresentato da Anima ha registrato un
decremento generalizzato della produzione con dati, riferiti ai sei macrosettori (macchine e impianti per l’energia e montaggio impianti industriali, logistica e movimentazione delle merci, tecnologie alimentari, tecnologie e prodotti per l’industria, impianti, macchine e prodotti per l’edilizia, macchine e impianti per la sicurezza dell’uomo e dell’ambiente) che vanno tra il -1,2% delle tecnologie alimentari e il -4,4% del settore logistica e movimentazione merci.
Le previsioni per il 2013 sono ancora negative per tutti i comparti tranne che per le tecnologie alimentari, che dovrebbero mantenere un andamento costante.

Per quanto concerne l’export, mantengono segno positivo il comparto dell’energia (+1,8%), dell’alimentare (+0,8%) e dell’edilizia (+2,9%), mentre per i settori industria, logistica e movimentazione delle merci e sicurezza i segni sono negativi.

Come uscire dall'empasse? Anima suggerisce la sua ricetta, articolandola in sette punti: costo dell’energia a livelli europei per produrre in modo competitivo; sostegno alla Legge Sabatini per il rinnovo del parco macchine e tecnologie per la produzione dell’Industria; approccio di filiera per i Grandi Progetti nei settori Oil & Gas, Edilizia e Industria; riduzione delle tasse per le aziende che investono in innovazione, internazionalizzazione e occupazione; vincoli minimi di efficienza, risparmio energetico, utilizzo di energie rinnovabili e sicurezza per sostituzione e manutenzione di impianti, a partire dal patrimonio immobiliare della Pubblica Amministrazione; eliminazione della burocrazia in eccesso nelle infrastrutture legate ad Acqua, Gas, Energia per velocità d’azione; stop all’affidamento degli appalti secondo la sola logica del prezzo al massimo ribasso. Fattore prezzo valga il 35%.

“Molti di questi ingredienti sono a costo zero, alcuni necessitano di uno sforzo in più, altri ancora di grande coraggio, ma tutti garantiscono risultati concreti", ha detto Bonomi. "Qualunque imprenditore sottoscriverebbe queste misure per la sua azienda, qualunque padre lo farebbe per la propria famiglia, è il momento per lo Stato di farlo per tutti noi".

 

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