Assiot, protagonisti nonostante la crisi

Mercato
La capacità di fare innovazione, puntare sulla qualità e sulle nicchie da sempre contraddistingue l'industria italiana dei sistemi di trasmissione movimento e potenza. Ciò le ha consentito finora di attraversare la crisi meglio di molti altri settori.
“Il nostro è un settore che dipende poco dal mercato italiano”, spiega Tomaso Carraro, presidente di Assiot. “Essendo votati all'export, in passato abbiamo fatto forti investimenti per vendere in tutto il mondo. Inoltre, non dipendiamo dagli incentivi statali e non abbiamo crediti con la Pubblica amministrazione italiana. Certo, anche noi abbiamo i nostri problemi: siamo attivi su un mercato molto competitivo in quanto profondamente globalizzato. Tuttavia, proprio la capacità di fare innovazione, garantire qualità e servire le nicchie, consente di distinguere la nostra offerta da quanto arriva sul mercato da paesi come la Cina e l'India”.

Ma quanto vale il mercato di cui stiamo parlando? Secondo una indagine di Tecniche Nuove, il comparto vale 37 miliardi di euro (dati relativi al 2010). Ciò significa che pur non godendo di grande visibilità, l'industria italiana dei sistemi di trasmissione movimento e potenza è ai livelli di settori che trainano l'economia italiana come, ad esempio, la moda. Proprio per questo motivo, Assiot ha deciso di lanciare una nuova strategia comunicativa che comprende la pubblicazione di una rivista di settore, una grande attenzione alla comunicazione online e la presenza sui principali social media.

Nel 2012 il fatturato del settore prodotto in Italia ha raggiunto i 6,2 miliardi di euro. Pur registrando una riduzione del 5%, sia a livello di export sia di consegne sul mercato interno, il comparto è andato meglio della media degli altri settori nazionali. Nonostante le difficoltà, la vitalità del settore è confermata dal saldo positivo della bilancia commerciale, che segna un +1,5 miliardi euro, un livello addirittura superiore a quello del 2008.
“Per quanto riguarda l'export”, sottolinea Carraro, “tra le note più positive segnaliamo la ripresa dell'interscambio commerciale con il Nord America e, segnatamente, con gli Usa, impegnati in un processo di reindustrializzazione”. Altri Paesi che consentono di guardare ai prossimi mesi con fiducia sono il Brasile e la Turchia, protagonisti di un'importante crescita economica, nonostante le difficoltà politiche che li hanno contraddistinti nelle ultime settimane.

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