Attacchi subdoli

Uno studio condotto da Idc e promosso da Trend Micro evidenzia che, nell'ultimo anno, il 57,4% delle aziende italiane di grandi dimensioni ha subìto almeno un attacco occasionale ai propri sistemi informativi.
Attacchi che, per il 13% delle aziende, avvengono ormai sistematicamente e, nel 10% dei casi, sono di tipo Apt.
Proprio gli Apt - Advanced Persistent Threats (minacce costanti evolute) rappresentano processi sofisticati, che seguono schemi precisi e si compongono di una serie continua di tentativi volti a compromettere un obiettivo nel tempo. Il tutto stabilendo, appunto, delle persistenze nelle reti attaccate, per poi trafugare informazioni sensibili, sabotare l'organizzazione, danneggiare i sistemi...

Dallo studio emerge come, nel 2,2% dei casi, gli attacchi Apt abbiano determinato un impatto rilevante sul business aziendale. Mentre il 7,4% delle aziende dichiara di aver neutralizzato in tempo tali azioni criminali. Questo dato, secondo i responsabili di Trend Micro, appare comunque sottostimato, perché la maggior parte delle imprese non dispone di un sistema di rilevazione per gli Apt o, comunque, preferisce non rivelare di aver subito attacchi di questo tipo.

La ricerca Idc ha inoltre evidenziato che:
- il 94,9% delle aziende ritiene che dagli attacchi Apt possano risultare impatti di assoluta rilevanza;
- il 46,3% dichiara che la propria organizzazione ha un timore ragionevole rispetto agli attacchi altamente specifici e persistenti;
- la principale preoccupazione delle aziende è legata alla perdita di dati riservati o finanziari (79,4% dei casi);
- esiste una discrepanza tra i rischi percepiti e le conseguenze effettive di un attacco, dove il costo degli interventi di ripristino è spesso sottovalutato, mentre il danno in termini di reputazione e perdita di dati sensibili appare sovrastimato.

Pubblica i tuoi commenti