Etichette, novità per conserve, sughi e derivati del pomodoro

Le discussioni sull'origine dei derivati del pomodoro presenti sulle nostre tavole si trascina da anni. Per questa ragione il Ministero dello Sviluppo Economico e quello delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali hanno firmato il decreto che introdurre l'obbligo di indicazione dell'origine dei derivati del pomodoro. Un documento che dovrebbe finalmente fare chiarezza su questo spinoso tema, che danneggia l'industria agroalimentare italiana.
Il provvedimento prevede che le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia e composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro, debbano obbligatoriamente indicare in etichetta le seguenti diciture:
a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;

b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del Paese in cui il pomodoro è stato trasformato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.
Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura "Origine del pomodoro: Italia".
Il Decreto specifica, inoltre, che le indicazioni sull'origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo, in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.
I provvedimenti prevedono una fase per l'adeguamento delle aziende al nuovo sistema e lo smaltimento completo delle etichette e confezioni già prodotte.
É comunque importante sottolineare che si tratta di un'indicazione sperimentale, che potrebbe decadere in caso di piena attuazione dell'articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d'origine o il luogo di provenienza dell'ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l'applicazione all'adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi (ovvero quasi sette anni dopo!) non sono stati ancora emanati.
Presentando i contenuti del Decreto, il Ministero per le Politiche Agricole ha illustrato anche i dati sulla consultazione pubblica online relativa alla trasparenza delle informazioni in etichetta dei prodotti agroalimentari. In base all'indagine, che ha coinvolto 26mila cittadini. Oltre l'82% degli italiani considera importante conoscere l'origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per i derivati del pomodoro.

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