I Distretti del cibo valorizzano l’agroalimentare locale

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha presentato ufficialmente i Distretti del cibo. Si tratta di uno strumento innovativa, inserito nella Legge di Bilancio, che ha l'obiettivo di garantire ulteriori risorse e opportunità alle filiere agroalimentari. I nuovi distretti sono identificati dalle seguenti caratteristiche:
- distretti rurali e agroalimentari di qualità già riconosciuti o da riconoscere;
- distretti localizzati in aree urbane o periurbane caratterizzati da una significativa presenza di attività agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree;
- distretti caratterizzati dall'integrazione fra attività agricole e attività di prossimità;
- distretti biologici.

L'obiettivo dichiarato è quello di favorire lo sviluppo dell'intero territorio e, per tale ragione, i nuovi Distretti opereranno attraverso programmi di progettazione integrata. Da qui la scelta di affidare il riconoscimento dei Distretti alle Regioni e alle Province autonome, che avranno a disposizione 5 milioni di euro per il 2018 e 10 milioni a decorrere dal 2019.

Presentando il progetto, il ministro Martina ha citato l'esempio del distretto Rurale della Maremma, che ha reagito alla crisi del proprio territorio con un percorso di riposizionamento dell'agricoltura, mirato a coniugare qualità e sostenibilità, dando impulso e struttura a una crescita che ha generato ricchezza e sostenuto il territorio per due decenni, crescendo sino a diventare il Distretto Rurale della Toscana del Sud, che abbraccia 65 Comuni.

Diversa, ma altrettanto significativa, l'esperienza del Distretto Agricolo di Milano - Dam, a cui hanno aderito aziende di settori diversi (cerealicolo, zootecnico e orto-florovivaistico), ma che condividono l'obiettivo fondamentale di conservazione dell'attività agricola attraverso l'integrazione con le esigenze della città. In particolare il Dam si è impegnato nella commercializzazione e valorizzazione dei propri prodotti (hanno avuto buoni risultati presso la Grande distribuzione e la Ristorazione collettiva soprattutto riso, ortaggi e formaggi) e nella partecipazione ad attività di servizio alla città.

Il Distretto Agricolo Bassa Bergamasca - Dabb, si è invece focalizzato sulla capacità di produrre 6 delle 9 DOP casearie bergamasche: Gorgonzola, Grana Padano, Taleggio, Quartirolo, Salva e Provolone. Prodotti ai quali si aggiungono altri formaggi di bufala e capra di qualità, che hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti a livello mondiale. Sono molto sviluppati anche i comparti della trasformazione delle uova, della polenta e delle farine, delle carni e quello orticolo. Sono rappresentati nel Distretto anche birrifici, aziende dolciarie, coltivazioni di zafferano e tartufo nero bergamasco.

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