La banda larga non arriverà nei prossimi anni

L'accesso alla banda larga, come indicato anche nel Piano Industria 4.0, rappresenta uno dei requisiti fondamentali per la digitalizzazione del manifatturiero italiano. Eppure, come indicano i dati diffusi da Infratel martedì 4 luglio, questo accesso rimane ancora un miraggio per molte aziende italiane.

Infratel Italia, ovvero il soggetto attuatore dei Piani Banda Larga e Ultra Larga del Governo, ha infatti completato l’attività di aggiornamento della mappatura particolareggiata e dell’analisi della copertura delle aree del territorio nazionale. Sono infatti state individuate le Aree Grigie (in cui è presente o verrà sviluppata nei prossimi tre anni una rete ultra broadband da parte di un solo operatore privato) e le Aree Nere NGA (in cui sono presenti o verranno sviluppate nei prossimi tre anni almeno due reti ultra broadband di operatori diversi). Un'attività fondamentale, in quanto permette di stabilire dove dovranno essere indirizzati gli interventi pubblici previsti nella “Strategia Italiana per la Banda Ultralarga”, approvata con deliberazione del Consiglio dei Ministri il 3 marzo 2015.

Il procedimento di consultazione, partito il 1° marzo 2017 e concluso lo scorso 15 maggio 2017, ha valuutato oltre 19 milioni di numeri civici, in cui risultano essere presenti 25,5 milioni di unità immobiliari, contenute nelle Aree Grigie e Nere NGA, così come individuate dalle precedenti consultazioni.

I dati definitivi sono ancora in fase lavorazione, ma le prime indicazioni sono poco incoraggianti: solo il 2,77% dei civici è raggiunto dalla fibra ottica.

E anche in prospettiva futura non saranno rispettate le promesse del Piano Industria 4.0. Entro il 2020, infatti, il 78,4% dei numeri civici non sarà raggiunto dalla fibra.

Mentre solo poco più del 21% degli edifici avrà, entro il prossimo triennio, livelli di servizio oltre 100 Mbps in dowload e 50 Mbps in upload con tecnologia FTTH/B.

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