L’inaffidabilità delle infrastrutture critiche

In un Paese come l'Olanda, in cui buona parte del territorio si trova sotto il livello del mare, la rete di telecontrollo delle pompe di gestione delle acque interne dovrebbero essere accuratamente protetta, per evitare incidenti o autentiche azioni terroristiche.
É invece inquietante quanto accaduto lo scorso febbraio, quando un ricercatore dell'istituto di fisica nucleare ha trovato in rete alcuni sistemi per il controllo delle stazioni di pompaggio di dighe e chiuse. Un annuncio che ha suscitato parecchi dibattiti in Olanda. Anche perché, mentre ferveva il dibattito politico, i costruttori dei sistemi di telecontrollo si sono affrettati a ribadire l'invulnerabilità delle proprie soluzioni. Un'affermazione smentita dal servizio di un'emittente televisiva che, nel corso di un programma, ha mostrato la disarmante facilità con la quale è stato possibile assumere il controllo degli impianti della contea di Veere. Un'azione decisamente semplice, soprattutto in considerazione del fatto che la password utilizzata era banalmente: “Veere”. La violazione, seppur a scopo dimostrativo, ha permesso all'autore di porsi nelle condizioni per controllare da remoto l'attivazione o la disattivazione del sistema di gestione delle acque.
L'evento, che non ha avuto conseguenze reali, dimostra, ancora una volta, come le infrastrutture critiche di un Paese siano facilmente vulnerabili, soprattutto quando vengono gestite con superficialità o senza le adeguate competenze.

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