Poca ricerca per i beni strumentali

“Le innovazioni del prossimo futuro: tecnologie prioritarie per l'industria”. È questo il titolo dell'ottavo rapporto Airi - Associazione italiana per la ricerca industriale. Un rapporto che, dal 1995, analizza le tecnologie sulle quali le aziende italiane stanno investendo e che, se sviluppate con successo, saranno in grado di innovare non solo i settori in cui sono state sviluppate, ma di interessare anche altri settori e in genere lo sviluppo economico del Paese.
Otto, per un totale di 84 tecnologie, i settori presi in esame dallo studio. In particolare, per quanto riguarda i beni strumentali, la principale sfida proviene dai Paesi emergenti, che presentano un basso costo del lavoro, ma il cui investimento in R&S e livello tecnologico è in continua crescita. Ma anche i Paesi avanzati stanno manifestando un forte dinamismo di crescita basato su consistenti investimenti in R&S.
Gli investimenti, in particolare, sono sempre più attenti alla sostenibilità o, meglio, alla “qualità sostenibile”. Un aspetto che deve una crescente focalizzazione sulla riduzione dei consumi energetici e delle risorse non rinnovabili, limitando così l'impatto ambientale. Allo stesso modo interessanti opportunità sono legate al riciclo e alla produzione di ritorno.
In ogni caso, come emerge dal rapporto, l'industria italiana dei beni strumentali presenta elementi di debolezza ascrivibili alla dimensione delle imprese, all'orientamento verso innovazione senza ricerca, alla entità della spesa in R&S sul VA.

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