SaaS dalla Puglia

Automazione e distretti

Il ruolo da protagonista assunto dalla Puglia nel corso dell'ultimo Smau, lo scorso ottobre, ci induce a parlare ancora una volta di questa terra, che oltre ad essere suggestiva e accogliente da un punto di vista turistico, ha rivelato nel tempo uno spirito imprenditoriale vincente. Nel corso della quattro giorni milanese, che sempre meno si presenta come semplice vetrina di prodotti tecnologici e sempre più assume l'aspetto di organo dinamico di promozione dell'industria tecnologica, il sistema produttivo pugliese ha avuto modo di fare bella mostra di sé, innanzitutto con il Premio Nazionale Innovazione Ict, assegnato per la categoria 'Business Intelligence & Crm' a Geatecno, azienda barese specializzata in consulenza, progettazione, realizzazione e manutenzione di impianti solari fotovoltaici, termici, eolici e a biomassa.

Geatecno, finalista anche nella categoria 'Marketing & Vendite', aderisce al Distretto Pugliese delle Energie Rinnovabili ed è una delle aziende che ha preso parte al progetto Renewall (Regional New Energy & EnvironmentAL Links), nato con l'intento di permettere alle imprese e alle organizzazioni pugliesi del settore della green economy di approfondire le opportunità di business e cooperazione in due delle più dinamiche realtà territoriali dell'intera Cina, le province dello Zhejiang e del Guangdong. Il coordinamento della missione, cofinanziata dalla Regione Puglia, dalla Regione Emilia Romagna e dal Ministero degli Affari Esteri, è stato affidato interamente alla Puglia.

Una sfida per il Distretto dell'Informatica Pugliese

Eventi centrali dell'ultima edizione di Smau sono stati poi i workshop organizzati dalle Regioni. Particolarmente significativo quello dedicato al tema Ecosistema Digitale Multiaziendale e componenti SaaS (Software as a Service) riusabili: la sfida del Distretto produttivo dell'Informatica Pugliese, in occasione del quale il network di aziende e istituti accademici, facente capo al Distretto ha potuto esporre il proprio ambizioso programma di promuovere la cultura dei sistemi basati su Software as a Service.

A detta di Luca Mainetti, docente del Dipartimento dell'Innovazione dell'Università di Ingegneria del Salento e relatore in fiera a Milano, i tempi sarebbero infatti maturi e la Puglia con la sua trentennale esperienza accademica nel settore può dare un contributo determinante.
“L'Università degli Studi di Bari”, ci ha infatti spiegato Mainetti, “vanta la seconda facoltà di informatica che cronologicamente si è costituita in Italia, nel 1980. Trent'anni per l'Ict sono un periodo enorme, durante il quale si sono potute accumulare conoscenze, pratiche e sviluppare notevoli eccellenze in vari settori, tradizionali e non, della tecnologia dell'informazione.
Nel tempo, inoltre, presso il Politecnico di Bari e l'Università del Salento si sono consolidate due scuole di ingegneria informatica e le aziende del settore sono cresciute per numero (oggi sono più di 100) e per dimensioni. Una condizione molto favorevole allo sviluppo è stata ed è ancora oggi la costante collaborazione tra accademia e industria. Durante l'ultimo quinquennio del 1990, ad esempio, la neonata facoltà di Ingegneria Informatica dell'allora Università di Lecce, ha condotto varie ricerche sulle applicazioni web (in Italia si era agli albori di Internet). Tali ricerche si sono diffuse a tal punto sul territorio che il terzo gruppo bancario d'Italia le ha integrate (supportandone contemporaneamente l'ulteriore espansione) e concentrando proprio su Lecce il polo di sviluppo dei suoi sistemi multicanali: si era ancora prima della bolla dell'e-commerce! Come docente, infine, ho potuto riscontrare una particolare predisposizione dei giovani pugliesi a porsi a un giusto livello nella progettazione e nello sviluppo di sistemi software, anche complessi. È come se ci fosse una particolare impronta genetica che consente loro di trovare rapidamente le giuste astrazioni da mettere in gioco. Non a caso i nostri laureati sono molto richiesti dalle aziende del Nord Italia, dove dimostrano adattabilità e dinamismo. Gli stessi, poi, quando tornano nella loro terra (vogliamo che questo accada sempre più frequentemente) portano esperienze ed energie nuove”.

In cosa consiste il programma esposto dal Distretto allo Smau?

In sintesi si tratta di creare un catalogo di componenti di business (cioè autoconsistenti e vendibili in modalità SaaS) che provenga da più aziende del settore IT. Un ecosistema digitale e insieme di componenti software che interagiscono tra loro (ad esempio, si scambiano dati, si aggregano per costituire applicazioni più articolate) e con l'ambiente che li circonda (cioè con gli utenti, con altri sistemi, con i dispositivi).
La difficoltà principale che rende sfidante il progetto risiede nella multiaziendalità. Se i componenti software devono poter interagire liberamente, si devono 'auto-comporre', evidentemente i costruttori (le aziende) si devono impegnare a rispettare formati condivisi e regole comuni. Mentre gli aspetti più squisitamente tecnici sono stati in parte risolti (ma non esiste oggi un catalogo multiaziendale con le caratteristiche da noi proposte), le problematiche più legate al business (quali sono i contratti di vendita che si possono prevedere? Come si ripartiscono le fee di utilizzo dei componenti dell'ecosistema in un mondo dinamico e aperto? Come si commercializzano? Cosa accade se un organismo composto si guasta perché una delle sue parti presenta dei problemi? Come si gestisce la sicurezza?) sono da inquadrare, analizzare, risolvere.

Quali sono i vantaggi concreti per il sistema industriale pugliese (e poi per quello globale) che si attendono dalla nascita di un modello di business basato su SaaS?

Ci si aspetta vari vantaggi. Alcuni globali. Altri più tipicamente locali. Tra i primi, il SaaS e il suo modello 'pay per use' consente agli utenti di informatica di razionalizzare i costi, di rivedere i propri investimenti con politiche più agili e con orizzonti temporali più brevi. L'uso dell'infrastruttura cloud evita immobilizzazioni di capitali per la realizzazione di datacenter ad hoc, elimina quasi totalmente il problema dell'obsolescenza informatica dei macchinari e i costi che ne derivano. Il SaaS riduce le necessità legate alla localizzazione dell'offerta dei sistemi e il numero delle organizzazioni dedicate all'installazione dei prodotti presso i clienti, poiché i medesimi utilizzano l'infrastruttura Internet che per definizione è globale. Il cambio di paradigma dell'offerta informatica dà un'opportunità unica di innovare i sistemi esistenti (i cosiddetti sistemi legacy) e di trasformarli (a volte automaticamente) in sistemi SaaS; ciò dà e darà ancor di più nel futuro la possibilità di creare nuove competenze, che si traduce in nuovi posti di lavoro e a migliorare le qualità operazionali e funzionali dei sistemi. Il catalogo darà la possibilità di creare nuovi prodotti a partire da componenti esistenti; questo approccio di 'sviluppo per adattamento' più che 'per costruzione ex novo' si tradurrà in minori tempi di sviluppo dei nuovi sistemi e quindi minori costi.
Venendo ai vantaggi locali, la costituzione di un catalogo multiaziendale favorirà l'aggregazione locale e questo potrà portare alla creazione di imprese IT pugliesi con maggiori dimensioni, in grado di emergere e competere nel mercato globale. Poiché il catalogo è per definizione aperto a tutti i contributori, che lo possono utilizzare per selezionare sistemi oppure per crearne di nuovi, vi sarà un naturale punto di contatto tra aziende e questo si tradurrà a uno stimolo all'internazionalizzazione.

Crm vincente

Il Crm open source che è valso a Geatecno il primo Premio Nazionale Innovazione Ict per la categoria 'Business Intelligence & Crm' è stato sviluppato da Crm Village. Per soddisfare le esigenze di collaborazione tra le diverse unità organizzative, Geatecno ha adottato un'architettura web-based, che permette al personale di accedere al sistema da remoto tramite autenticazione, anche attraverso l'utilizzo di personal computer connessi a Internet. In particolare, il nuovo sistema supporta Geatecno a partire dal primo contatto di un potenziale cliente (Lead), i cui dati e richieste vengono memorizzati all'interno di apposite schede dedicate.
Ciascun potenziale cliente viene successivamente assegnato a un consulente che intraprende le opportune azioni commerciali come, ad esempio, incontri di persona e visite di sopralluogo presso gli edifici dove i clienti desiderano installare gli impianti. Oltre a informazioni di carattere commerciale, in questa fase vengono raccolti anche dati tecnici come, ad esempio, le foto e le planimetrie degli edifici, anch'esse allegate in formato digitale al profilo del cliente disponibile nel crm. Nel caso l'attività di pre-vendita abbia esito positivo, la scheda cliente è messa a disposizione del personale tecnico che la utilizza per predisporre i preventivi. Attraverso un apposito sistema di alert automatico via e-mail, il nuovo sistema segnala il completamento dei preventivi ai consulenti di riferimento, che possono facilmente scaricare il documento sul proprio pc e recapitarlo al cliente.
Grazie alle opportune personalizzazioni, il nuovo sistema ha consentito di tenere in considerazione le specificità del settore impiantistico ed energetico. Il nuovo crm supporta, inoltre, nella preparazione di report analitici, che monitorano l'efficacia e l'efficienza nella gestione dei contatti e dei clienti. Infine, grazie all'accurato e completo database clienti del nuovo crm, è possibile intraprendere azioni commerciali e di marketing personalizzate come, ad esempio, una maggiore personalizzazione dei servizi di manutenzione degli impianti, l'invio di newsletter e la realizzazione di eventi, con un impatto positivo sulla fidelizzazione dei clienti.

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