Società partecipate, le perdite superano gli utili

La Corte dei Conti ha presentato un'approfondita analisi sulle società partecipate. Si tratta di aziende che, in molti casi, si occupano anche dei processi di gestione del ciclo delle acque, della produzione di energia elettrica e del trattamento dei rifiuti.

Dallo studio emerge che solo il 17,55% dei comuni (1.414 su 8.057) non è in possesso di partecipazioni in società/organismi. Anche se gli organismi operanti nell’ambito dei servizi pubblici locali sono solo un terzo del totale, pur rappresentando una parte importante del valore della produzione (il 71,35% dell’importo complessivo). Mentre il maggior numero (64,28%) delle partecipate rientra nelle diversificate attività definite “strumentali”.
In questo contesto emerge la netta prevalenza degli affidamenti in house. Un fenomeno che, secondo la Corte dei Conti, è “meritevole di attenzione per la rigidità dei presupposti legittimanti, tesa ad evitare violazioni delle regole della concorrenza”.
La relazione dedica particolare attenzione alla distribuzione geografica delle partecipazioni dirette, degli affidamenti e delle relative spese, con spunti di riflessione sul collegamento tra l’esternalizzazione dei servizi di interesse generale e la comunità amministrata e, per quelli strumentali, sull’inerenza dell’attività in concreto svolta alle funzioni dell’ente affidante.
L’indagine mette a confronto i risultati conseguiti dagli organismi interamente pubblici (1.782) con quelli del totale esaminato (4.935). A livello aggregato si registra una netta prevalenza degli organismi in utile. In alcune regioni, però, le perdite d’esercizio risultano in larga misura superiori agli utili, al netto delle imposte, soprattutto per gli organismi interamente pubblici.

Lo squilibrio, in particolare, è fortissimo in Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Sicilia. Soltanto quest’ultima registra 117 milioni di perdite e 36 di utili.
Allo stesso modo, negli organismi a totale partecipazione pubblica sono stati rilevati valori medi più elevati di incidenza del costo del personale sul costo della produzione, 28,28%, a fronte del dato complessivo medio del 21,83%.
La gestione finanziaria dimostra una netta prevalenza dei debiti sui crediti, in tutti gli organismi esaminati. Nelle partecipazioni pubbliche al 100%, il rapporto crediti/debiti verso controllanti, è sbilanciato in favore dei primi. Ciò evidenzia la forte dipendenza delle partecipazioni totalitarie dagli enti controllanti, pur in presenza di un rilevante indebitamento verso terzi.

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