Le Utility verso l’Internet of Energy, tra automazione e digitalizzazione

Il settore delle Utility, fatto dai grossi player dell’elettricità, gas, idrico e rifiuti, ha davanti a sé un grande potenziale di crescita abilitata dalla tecnologia digitale. Una delle maggiori opportunità del digitale è la realizzazione di una vera e propria Internet of Energy, che favorirebbe la decentralizzazione e un maggiore scambio tra Prosumers (consumatori e produttori di energia) e imprese.

Già il 2016 ha rappresentato un anno record per le multi-utility in Italia, durante il quale - secondo i dati emersi dal XVII Osservatorio Utilities di Agici Finanza d’Impresa e Accenture - gli utili netti dei principali player del settore sono quasi raddoppiati: da 560 milioni di euro nel 2015 a 910 milioni di euro nel 2016. Risultati ottenuti grazie alle politiche di riduzione dei costi, di sfruttamento delle sinergie derivanti dalle acquisizioni e dalle dismissioni degli asset non strategici, e che segnano  l’avvio di un percorso virtuoso. Partendo da una posizione finanziaria ottimale, le aziende sono ora pronte per le sfide energetiche del futuro, in un contesto favorevole sia a livello di sistema paese - con una nuova Strategia Energetica Nazionale (Sen 2.0) in fase di stesura - sia più in generale per la trasformazione digitale in atto.

Per impostare la nuova Strategia Energetica Nazionale, permettendo alle Utility di cavalcare e accelerare questo trend di ripresa, sviluppare nuovi modelli di business e ridurre i costi del sistema, secondo Accenture è necessario concentrarsi su tre direttrici: Decarbonizzare, Decentrare e Digitalizzare. Rispetto a quest’ultimo punto, l’adozione delle tecnologie digitali può trasformare il sistema energetico italiano aprendo nuove opportunità per ridurre il prezzo dell’energia, abbattere le emissioni di anidride carbonica, diversificare le fonti, aumentare l’efficienza del sistema e modificare gli attuali equilibri di mercato rendendo il mercato più competitivo.

Al riguardo, Accenture ha elaborato un decalogo che indirizza la Sen 2.0. Dal documento emerge che una delle maggiori opportunità è la realizzazione di una Internet of Energy: un sistema in cui device, contatori digitali e strumenti connessi, attraverso l’Internet of Things e l’intelligenza artificiale sono capaci di comunicare e di ottimizzare il sistema. L'analisi consapevole dei Big Data consentirà inoltre di disegnare nuovi prodotti e personalizzare l’offerta dei servizi sulla base dei bisogni dei singoli clienti, che saranno sempre più importanti nella definizione di nuove strategie. Le dieci aree di intervento riguardano: Blockchain, Platforms, Application Programming Interface (API), Intelligent Automation, Advanced Analytics, Internet of Thing, Digital security, Social Media, Cloud, Digital workforce.

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