Achema 2018, cinque giorni di innovazione per le industrie di processo

Dall'11 al 15 giugno, i padiglioni del centro fieristico di Francoforte ospitano Achema 2018, la fiera internazionale con cadenza triennale dedicata all'industria chimica di processo e alle biotecnologie.

L'appuntamento di Achema 2018 riunisce tutti i fornitori principali di questo segmento industriale, dai laboratori di ricerca e innovazione alla progettazione ingegneristica, compresa la fornitura delle attrezzature e dei macchinari per i processi meccanici e termici, le valvole industriali, le soluzioni per la protezione ambientale e la strumentazione e gli apparecchi per l’analisi, il controllo e l’automazione dei processi.

Tre sono le aree focus di riferimento per Achema: biotech per la chimica, logistica per industria farmaceutica e logistica, produzione flessibile. Numerosi i gruppi merceologici nei quali sono stati raggruppati gli espositori, che nell'edizione 2018 sono 3.805: engineering, ricerca e innovazione, laboratorio e tecniche analitiche, supporti all'informazione e all'apprendimento, processi meccanici, tecniche di controllo, automazione e strumentazione, pharma, packaging e storage, valvole, pompe, compressori, sicurezza industriale e di laboratorio, processi termici, tecnologia dei materiali e test.

Sono 308 gli espositori italiani che portano a Francoforte l'eccellenza tecnologica nazionale, nelle sue diverse forme, a partire dai servizi di ingegneria e integrazione alla costruzione di macchine e attrezzature (Fedegari, Ima, Marchesini Group e MG2...), alla fornitori di componentistica e strumentazione di automazione (AM Instruments, Antares Vision, Asem, Baggi, Bonfiglioli, Sea Vision, Terranova...).

Achema 2018: Italia in prima linea con l'economia circolare

Achema 2018 è anche l'occasione per presentare il progetto europeo ICO2CHEM, finalizzato alla produzione di materie prime per la chimica dalle emissioni di CO2, che include tra i suoi partner anche alcune realtà del nostro Paese.

Il progetto ICO2CHEM nasce da una partnership internazionale costruita da soggetti del mondo accademico e realtà industriali italiane ed europee di alto profilo, come Altana e il Politecnico di Torino e ha come focus la conversione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) in sostanze chimiche e additivi di qualità per la produzione industriale, attraverso una tecnologia specifica che risponde al paradigma della cosiddetta economia circolare.

Il progetto, sostenuto e finanziato dall’Unione Europea, risponde alla logica di trovare nuove vie al riutilizzo dei rifiuti pensando sia alla riduzione delle emissioni in atmosfera sia al riuso, che trasforma lo scarto in risorsa.

I rifiuti, a seguito della lavorazione e dell’innovativo processo di ICO2CHEM, diventano quindi prodotti di consumo per diversi comparti industriali, dal packaging alla process industry, senza che questo richieda l’utilizzo di combustibili fossili per la loro produzione ma riducendo, anzi, le emissioni grazie al recupero della C02.

Il progetto rientra a pieno titolo nel piano strategico europeo per le tecnologie energetiche (SET) che si concentra sulla decarbonizzazione mediante azioni come CCS (Carbon Capture and Sequestration) e CCU (Carbon Capture) re-use technology.

ICO2CHEM punta allo sviluppo di un nuovo concetto di produzione, che vede convertire le emissioni di CO2 in sostanze chimiche a valore aggiunto, con particolare riferimento alla produzione di oli bianchi e cere alifatiche ad alto peso molecolare.

Il nucleo tecnologico del progetto è la combinazione di un reattore RWGS - Reverse Water Gas Shift, abbinato a un innovativo reattore modulare e trasportabile (FT) Fischer-Tropsch. La reazione Fischer-Tropsch permette infatti la produzione di diversi prodotti dai gas idrocarburi leggeri come il metano a componenti liquide come il diesel, a prodotti più solidi come le cere.

L'Italia tra i partner del progetto ICO2CHEM

L'Industriepark Höchst con Provadis Hochschule, responsabile dello sviluppo del business plan, è incaricato di presentare ICO2CHEM ai visitatori di Achema, con la possibilità di visionare anche il mock-up dell’impianto Fischer-Tropsch pilota, che convertirà la CO2 in materie prime per il settore chimico proprio presso Industriepark Höchst a Francoforte.

L'esito del processo è quindi un prodotto chimico pronto per contribuire alla produzione di molti settori come materie prime, materiali secondari, imballaggi per qualsiasi settore, compresi food & beverage, a disposizione dei marchi di consumo in tutto il mondo.

ICO2CHEM prevede quindi di lavorare allo sfruttamento economicamente rilevante, delle emissioni di CO2, ma anche di accrescere il livello di conoscenza legato sia al processo di catalizzazione, che al catalizzatore FT stesso. Il coordinatore del progetto, il centro di ricerca finlandese VTT, svilupperà infatti un nuovo catalizzatore a base di CO con maggiore selettività per specifici idrocarburi sintetici.

Ineratec, produttore tedesco di reattori chimici, dimostrerà sul campo la robustezza e l'affidabilità della tecnologia dei micro-reattori. Con l'esperienza industriale dell'italiana Altana, il sottoprodotto riciclato del processo sarà introdotto in diversi mercati chimici come additivi superficiali, additivi per cera, antischiuma e additivi per rilascio d'aria, induttori di adesione e agenti di accoppiamento, riduttori di viscosità e sintesi di carburanti come metano, diesel, jet-combustibili, con un impatto significativo nella riduzione dell'inquinamento ambientale e delle emissioni.

Il Politecnico di Torino si occupa della modellazione cinetica del processo di sintesi Fischer-Tropsch contribuendo anche all’integrazione della parte energetica del sistema e alle attività TEA e LCA.

ICO2CHEM è finanziato dal programma Horizon2020 nell’ambito della call Spire08-2017 "Utilisation of CO2". Spire è l’associazione pubblico-privata europea che riunisce le industrie innovative del settore processing, nata per sviluppare e gestire tecnologie abilitanti e best practice a sostegno dell’intera catena del valore.

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